mercoledì 2 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

DIARIO VERDE

Ecco come si presenta l'orto in questo periodo:

Nella zona già seminata, la terra è stata "coperta" con della paglia. Il termine tecnico corretto è la pacciamatura, con questa operazione si copre il terreno proteggendolo dal gelo. Ma in realtà i fattori positivi nell'uso della pacciamatura si possono riassumere in questi cinque punti:

  1. le radici delle piante, grazie alla copertura che le protegge dal gelo, non soffrono di rapidi sbalzi di temperatura;
  2. il sole non avrà la possibilità di dissecare il terreno nella stagione calda;
  3. il problema delle erbe infestanti viene immediatamente eliminato;
  4. si potranno evitare le operazioni di sarchiatura e ridurre l'irrigazione;
  5. con il processo di decomposizione si otterrà un indubbio arricchimento del terreno.

DIARIO VERDE

Già da alcune settimane è stata costruita nell'orto una compostiera utilizzando quattro pallets legati fra loro e aperti in alto. Si è scelto di costruirla in proprio e non di acquistarne una di quelle in commercio perchè il sistema adottato è quello migliore per favorire l'ossigenazione del materiale che viene inserito.



CHE COSA E' IL COMPOST

In natura la sostanza organica prodotta e non più utile alla vita viene decomposta da microrganismi e insetti presenti nel terreno e nella materia organica stessa fino ad ottenere acqua, anidride carbonica, sali minerali e humus.

Con il compostaggio si riproduce questo processo in modo più controllato e controllabile e soprattutto con tempi notevolmente ridotti.
Alla base del cumulo che lentamente si andrà formando, sono stati messi rami secchi che favoriscono un buon drenaggio dell'acqua e una migliore aerazione.
In seguito, in modo controllato per mantenere un equilibrio tra apporto di carbonio e azoto, sono stati inseriti:
foglie secche,
sfalci d'erba,
scarti freschi dell'orto,
scarti di frutta e verdura,
fiori recisi e rametti.
E così si proseguirà controllando sempre che ci sia una buona umidità, ma senza che il cumulo sia fradicio d'acqua.
Periodicamente poi il cumulo andrà mosso (per fortuna Geraldina ci insegnerà quando e come fare) fino ad arrivare al prodotto finale, cioè un comcime naturale, "nuova terra" per il nostro orto.

giovedì 17 febbraio 2011

domenica 6 febbraio 2011

GLI ALBERI A RADICE NUDA

SCUOLA ELEMENTARE ANNA FRANK - CLASSI TERZE

Il 26 gennaio i bambini e le bambine delle classi terze, nell'ambito del percorso iniziato sullo studio degli alberi, sono andati a vedere come si trapianta un albero "a radice nuda". L'occasione è stata fornita dagli addetti del Comune che nella mattinata eseguivano la messa a dimora di alcuni alberi in via Modena; così i bambini accompagnati dalle loro inseganti e da Geraldina Strino hanno potuto vedere "dal vivo" quello di cui avevano solo sentito parlare in classe.

DALL'HORTUS CONCLUSUS AL MONASTERO DI SAN NICOLAO A SESTO SAN GIOVANNI e oltre……

SCUOLA MEDIA EINAUDI - CLASSI PRIME


Collegandosi al programma di storia che nel corso dell’anno tratta il periodo storico del Medioevo è sembrato naturale occuparsi dei GIARDINI DEI MONASTERI. Si è partiti “dall’hortus conclusus” per approfondire lo studio linguistico dei termini che indicano il giardino nelle diverse epoche storiche e ci si è soffermati in particolare sul “Giardino dei semplici”.



Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476 d.C., le invasioni barbariche e l'instabilità politica rendono insicure le campagne: le società si ritirano in luoghi chiusi e protetti, i castelli e i monasteri. Anche l'arte dei giardini viene preservata attraverso queste strutture, laiche e religiose, dove si definiscono due tipologie che racchiudono l'essenza del giardino medievale: quella dell' "hortus deliciarum", giardino paradisiaco frutto della cultura cortese, e quella dell' "hortus conclusus", simbolo della Chiesa, in cui si esprimono i principi fondamentali della religione cattolica. Proprio all’interno dei monasteri, il lavoro della terra e la frequentazione delle opere naturalistiche degli antichi consentivano la ripresa della coltivazione di spazi accuratamente chiusi o recintati, divisi in settori rettangolari, separati tra loro da una siepe: nei diversi spazi si coltivavano tanto piante aromatiche e salutari quanto legumi, ortaggi, alberi da frutto per la mensa comune e fiori per l’altare. Per semplice (in latino medievale “medicamentum simplex”) si intendeva un erba medicinale o un medicamento fatto con erbe medicinali. Quindi l’orto dei semplici o giardino dei semplici, era quella zona del monastero deputata alla coltivazione delle erbe e delle piante medicinali.


E forse non tutti i ragazzi sapevano che nella nostra città ci sono i resti, recentemente sistemati e riqualificati, dell’antico Monastero di San Nicolao; si è così organizzata un’uscita didattica che ha permesso di visitare il luogo, conoscere la sua storia e scoprire una parte di Sesto forse non troppo nota.













Il Monastero San Nicolao è l’edificio più antico di Sesto San Giovanni. La prima notizia certa risale al 1102, la leggenda vuole che sia stato fondato da suor Marcellina. Nell’XI secolo il San Nicolao ospitava le suore benedettine cistercensi di Sant’Ambrogio. Le architetture sono trecentesche con 7 arcate ogivali in buono stato di conservazione; il chiostro, a forma rettangolare, originariamente era porticato su almeno tre lati. L’annessa chiesetta romanica, larga 14 metri e lunga 20 metri, è stata demolita nel 1962. Si è così perso un antico trittico; in una teca, a lato dell’altare, erano conservate, fino alla fine del 1800, le reliquie di Sant’Ambrogio. Ancora oggi, nelle strette vie Verdi e Manzoni, circondate da bassi edifici, sopravvivono testimonianze dell’ antica Sesto medioevale.

Ora le classi sono impegnate nella progettazione di un “giardino dei semplici”, con cui parteciperanno ad un concorso del Comune di Sesto San Giovanni dell’Assessorato all’ambiente che premierà il miglio progetto ricevuto. Nel corso della progettazione quindi si studieranno e classificheranno le piante aromatiche e medicinali, i fiori e le orticole indicate nei disegni proposti anche attraverso lezioni nell’orto scolastico per semine e messe a dimora.
Libro per l’anno: IL GIARDINO SEGRETO di Frances Hodgson Brunett
Letture da: I GIARDINI DEL PENSIERO di Francesco Nuvolari

domenica 9 gennaio 2011

LE ATTIVITA' IN CLASSE E NELL'ORTO

Geraldina Strino ha iniziato la sua collaborazione con il nostro Istituto, nel blog inseriremo periodicamente il resoconto di alcune delle attività e degli interventi svolti scegliendoli tra i più significativi. Trovate traccia di quanto fatto anche nel sito http://www.zucchevuote.it/.


SCUOLA ELEMENTARE ANNA FRANK - CLASSI II° E III°
Gli incontri con le classi prevedono un percorso che si svolgerà con lezioni in classe e lezioni all’aperto sia in giardino che nell’orto. Vi illustriamo brevemente i contenuti degli incontri e le modalità di svolgimento.


Lezioni in classe:
Gli alberi, la conformazione, la configurazione nello spazio.
Costruiamone la sagoma ad altezza dei bambini. Gli alberi rappresenteranno le quattro stagioni e nelle varie lezioni appenderemo i frutti.
Libro: L’albero di Iela Mari (nelle lezioni si legge e si propone sempre un libro)
Lezioni all’aperto:
Gli alberi, la conformazione, la configurazione nello spazio.

Osserviamone le forme e confrontiamole con il nostro corpo, in cosa ci assomigliano?
Libro: Alberi e foglie di Chantal Pontvianne

Lezione in classe:
Costruzione di una pressa per essiccare le foglie.
Uso della tavola dicotomica per le piante.
Letture dal libro: L’uomo che piantava gli alberi, di Jean Jono
Lezione all’aperto:
Raccolta di foglie, riconoscimento e preparazione erbario.
Lezione in classe:
Disegni di foglie ed alberi.
Costruzione di mangiatoie per gli uccelli.
Lezione in classe:
Letture da: Insettistica, di M. Boccassini; Ben pianta fiori, di K. Petty e A. Scheffer; Insetti, di T. Greenaway
Disegni sull’argomento trattato.
12 OTTOBRE 2010 SCUOLA MEDIA EINAUDI - CLASSE II° H
Le consociazioni: convivenza pacifica con profitto reciproco ispirandosi a San Francesco
I ragazzi chiudono il capitolo di studio su San Francesco d’Assisi; dalle loro riflessioni in particolare emerge che pur ammirando il suo operato lo trovano improponibile ed inadatto al mondo di oggi; ciò che li affascina maggiormente è il senso di pace e la consapevolezza della bellezza della natura, sentimenti spesso così lontani dalla loro vita quotidiana che li vede costantemente in gara con sé stessi e gli altri.
Qualcuno ammette di cercare nel suo animo un “posticino” tranquillo…

Noi insegnanti proponiamo quindi di scendere nell’orto, di lavorare seduti per terra, di coltivare fiori, aromatiche e orticole insieme per non usare pesticidi e ammendanti chimici. Non ci sono premi o voti, si ride e ci si sporca.
Un cespuglio di tropeolo finirà nell’insalata e garantirà zucchine sane.
La calendula sarà la regina tra i pomodori e le sue corolle assolate illumineranno il nostro inverno. Una siepe mossa di tagete erecta e tagete patula protegge le parcelle già coltivate.

25 OTTOBRE 2010 – SCUOLA MEDIA EINAUDI CLASSE II° G
Lo studio dei miti: il mito delle stagioni, la nascita delle stagioni
Nella mitologia greca, Demetra è la dea della terra coltivata e delle messi, identificata a Roma con la divinità agricola Cerere. Figlia di Crono e Rea, dalla sua unione con Zeus nacque Core/Persefone (la Proserpina dei Romani). Il mito e il culto di Demetra sono strettamente legati a quelli della figlia Persefone; le due dee, protagoniste dei Misteri Eleusini, sono infatti note come "la coppia divina". Secondo il mito, la giovane Persefone raccoglieva fiori insieme alle Oceanine sulle sponde del lago di Pergusa, vicino a Enna, quando venne rapita da Ade, signore degli inferi, che la trascinò con sé nell'oltre-tomba. Lo straziante grido di Persefone giunse fino a Demetra che, addolorata, corse a cercare la giovane figlia, errando invano nove giorni e nove notti per tutta la Grecia con due fiaccole accese.


Conosciuta dal dio Elio la sorte della figlia, la dea venne colta da un più acuto dolore e decise, finché non avesse riavuto Persefone, di abbandonare le sue funzioni divine, rifugiandosi ad Eleusi, dove ricevette una calorosa ospitalità. Preoccupato per le sorti dell'umanità a causa della terribile sterilità della terra provocata dall'ira di Demetra, Zeus ordinò ad Ade che liberasse Persefone.
Ade acconsentì, ma il suo permesso non sarebbe servito a molto; la giovane ragazza, ignara delle conseguenze, aveva infatti mangiato sei chicchi di melograno, legandosi per sempre al regno dei morti. Non rimaneva altro che raggiungere un compromesso: per intercessione di Zeus e Kermes, si concordò con Demetra che Persefone avrebbe insieme a lei trascorso una parte dell'anno sulla terra e il resto con lo sposo negli inferi.
La dea si impegnava da parte sua a far nuovamente germogliare i campi. Fu da allora che Persefone visse eternamente fra terra e inferi, scendendo nel regno dei morti all'inizio dell'autunno, momento della semina dei cereali, e risalendone alla fine dell'inverno, nel momento della rinascita della natura.
In riconoscenza dell'ospitalità ricevuta, Demetra decise di omaggiare Eleusi insegnando ai suoi abitanti la cerealicoltura e fondando nella città il suo culto.
Celebrando il ricordo di questo mito la classe è scesa nell’orto ed ha seminato frumento tenero, varietà frassinetto (seme antico di CIVILTA’ CONTADINA)


5 dicembre 2010 – Scuola media Einaudi classi II – Scuola elementare Frank
Il giro del mondo con un panino

Prima si è parlato della famiglia dei cereali e della loro importanza; poi si sono studiati i batteri, le muffe e i lieviti; a seguire un approfondimento sulle tecniche di coltivazione, sui tempi e gli strumenti utilizzati. Ma il pane accompagna gli uomini di tutto il mondo e così è stato chiesto ai bambini e ai ragazzi di raccontare le loro abitudini e tradizioni, di descrivere il loro pane. E così oltre alla michetta si è parlato e conosciuto il carasau, il pane arabo, l’ingera eritreo, il naan e la pita indiana, si è parlato della “pasta madre” utilizzata per fare il pane in casa. E così non si poteva che finire facendo il pane in classe. Gli alunni hanno impastato e dato forma ai loro panini, che sono stati poi portati al Centro di cottura dove la Sodexo li ha cucinati, imbustati e riportati ai ragazzi che hanno mangiato il proprio panino per merenda. Sicuramente merenda più salutare di molte merendine preconfezionate.


Prossima puntata: La scoperta dell’America: da un errore di calcolo la famiglia delle solanacee; e poi ancora: Il mistero dell’azoto e la famiglia delle leguminose;